
La Palma d’Oro è andata a Fjord di Cristian Mungiu, confermando il regista romeno tra i più grandi autori del cinema contemporaneo. Mungiu entra così nel ristrettissimo club dei cineasti ad aver vinto la Palma per due volte, dopo il trionfo del 2007 con 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni. Il film racconta di una famiglia romena di fede evangelica che si trasferisce in un piccolo villaggio norvegese sulle rive di un fiordo. Quando i servizi sociali tolgono loro i figli, la vicenda si trasforma in un ritratto potente e scomodo delle fratture ideologiche nelle società contemporanee. Protagonisti sono Sebastian Stan — candidato agli Oscar per la sua interpretazione di Donald Trump in The Apprentice — e la norvegese Renate Reinsve — vincitrice del premio miglor attrice al Festival di Cannes con La Persona Peggiore del Mondo — che torna sullo schermo dopo Sentimental Value. Fjord conquista inoltre il Premio FIPRESCI, il Premio Ecumenico e il Premio della Cittadinanza, a testimonianza di come il film sappia parlare a più livelli della realtà di oggi.

Il Gran Premio è stato assegnato a Minotaur di Andrey Zvyagintsev, atteso ritorno di uno dei registi russi più importanti della sua generazione, autore di Leviathan e Loveless. Ambientato in Russia nel 2022, il film segue Gleb, potente direttore d’azienda, la cui vita ordinata crolla sotto il peso di pressioni aziendali, della guerra incombente e della scoperta del tradimento della moglie. Una storia di infedeltà che diventa parabola sul potere e sul disfacimento di un’intera società. Interpretato da Dmitriy Mazurov, Iris Lebedeva e Varvara Shmykova, il film ha ricevuto alla sua prima un’ovazione di otto minuti.
Prossimamente al cinema.
